Il titolo dell’incontro che si e’ svolto in libreria – Il Gatto di Schroedinger è vivo e medita vendetta – ben rappresenta il tentativo (riuscito) da parte di Stefano Bancalari (filosofo) e Arnaldo Maccarone (fisico) di affrontare una questione così complessa con un sano tocco di ironia. Si parla di un libro, quello di Argentieri, certamente di non facile lettura, ma pieno di buone notizie per chi ha a cuore le sorti di un povero gatto condannato a quella specie di non-vita (ma anche di non-morte!) che gli attribuiscono le equazioni della meccanica quantistica. Una attitudine che traspare anche dallo stile dell’autore, che si espone in prima persona, lontano dalle affermazioni un pò troppo asettiche e impersonali che spesso caratterizzano la letteratura scientifica odierna. Basti citare come caratterizza i ‘padri fondatori’ della meccanica quantistica, i vari Bohr, Heisenberg, Schroedinger, Dirac, Born, De Broglie, che tutto avevano dei padri fuor che l’età: ‘Serviva la capacità visionaria e iconoclasta di fisici giovanissimi, intellettualmente liberi, non vincolati da alcuna forma di incondizionata venerazione verso lo straordinario patrimonio della fisica ottocentesca’. Una frase di buon augurio, di incoraggiamento e di guida per i molti giovani presenti in libreria. (E.P.)