Sono infatti gli studi classici, letteratura, teatro, arte, ad insegnarci a capire l’altro e immedesimarci con lui e quindi a non stigmatizzare ed escludere le minoranze. Sono gli studi umanistici che “trasmettono ai giovani il messaggio che gli esseri umani sono tutti vulnerabili e mortali e che questa consapevolezza ci rende socievoli e inclini all’umanità”. Un’educazione tecnica, mirata a generare giovani con conoscenze adatte solo al lavoro e alla produzione non risulterà utile nemmeno alle aziende. L’autrice cita infatti casi di fallimenti aziendali dovuti alla mancanza nei dipendenti di ragionamento autonomo, capacità di critica del management e creazione di idee originali. La formazione tecnica non va confusa con la formazione scientifica: “la formazione scientifica negli anni recenti è andata proprio nella direzione a uno stimolo delle capacità di pensiero critico, analisi logica e immaginazione. “.
Noi ci auguriamo che questo processo di “umanizzazione” della scienza prosegua. La cultura scientifica è uno dei frutti maturi del pensiero greco. La scienza è nata dalla stessa cultura che, nel mondo occidentale, ha creato la filosofia, il teatro, la lirica, la stessa cultura che ha raggiunto ideali di perfezioni artistica. La scienza è nata dal pensiero socratico e di questo ancora si nutre in tutto il mondo. Forse come in nessuna altra disciplina, al progresso della scienza contribuiscono, democraticamente, tutti i popoli della terra.
