Il 31 maggio la capsula Dragon e’ ammarata al largo di Los Angeles concludendo cosi’ con successo il primo volo commerciale verso la stazione spaziale della storia dell’astronautica. E’ un evento storico perche’ la navicella e’ stata interamente realizzata e lanciata da Space X, la compagnia privata fondata da Elon Musk, l’inventore di PayPal.
“Ha il caratteristico odore di una auto nuova” hanno dichiarato gli astronauti entrando nella capsula Dragon, appena attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale
Ma facciamo un passo indietro, anzi due. Nel film Iron Man 2, uscito nel 2010, c’e’ un cameo che passa quasi inosservato: la scena si svolge in un sontuoso albergo monegasco dove il personaggio principale, il geniale miliardario Tony Stark, incrocia il vero miliardario Elon Musk. “Ho un’idea per un jet elettrico” gli dice Musk, avvolto in una giacca bianca immacolata; “Lo mettiamo subito in cantiere!” risponde deciso Stark. Per una volta pero’ la realta’ e’ piu’ avanti della finzione, perche’ Elon Musk ha raccolto una sfida ancora piu’ grande, quella della commercializzazione del volo spaziale umano (in una sigla: COTS – Commercial Orbital Transportation Services). Nel 2002 Musk fonda Space X, una compagnia che si prefigge di semplificare l’accesso allo spazio dimostrando che affidabilita’ e low-cost possono convivere proficuamente. Come? Citiamo letteralmente dal “manifesto” della Space X: “Eliminando internamente i tradizionali livelli di management e esternamente i sottocontrattori riduciamo i nostri costi e sveltiamo i processi decisionali e realizzativi”. Tradotto in pratica: Space X da’ a tutti i suoi dipendenti (ma proprio a tutti – dagli ingengneri aerospaziali ai servizi generali) un po’ di azioni della compagnia, in modo da rendere tutti, ma proprio tutti, partecipi delle vicende della societa’. Anche a costo (c’e’ sempre il rovescio della medaglia) di dover fare turni piu’ duri o guadagnare qualcosa in meno. Ma vuoi mettere, condividere un sogno? Che oggi si e’ realizzato. I primi voli saranno di prova, ma il futuro e’ ormai cominciato. Il Dragon puo’ ospitare fino a sette astronauti e anche se inizialmente tornera’ ammarando nell’oceano come le vecchie capsule Apollo, e’ stato progettato per rientrare alla base con un morbido atterraggio verticale guidato dai suoi retrorazzi, come fino ad ora si era visto solo nei film di fantascienza. Perche’ i “clienti” di Space X non sono solo istituzionali, ci saranno anche i turisti spaziali, che non pagherebbero certo un salatissimo biglietto per finire sballottati dalle onde o, peggio, rimbalzando al suolo chiusi in una capsula Soyuz. E nel futuro di Space X anche Marte non e’ poi cosi’ lontano. Chi ha visitato i grandi capannoni vicino a Los Angeles dove si assemblano i Falcon e i Dragon accolto da un Iron Man in scala 1:1 all’entrata, non ha dubbi: cambieranno l’industria aerospaziale cosi’ come la conosciamo.
