E’ difficile catalogare un incontro con Luigi Zoja e quello che e’ avvenuto in libreria non fa eccezione. L’occasione era la presentazione del libro “Paranoia” che si trasforma in evento quando gli ospiti Nadio Delai, Stefano Carta e Pino Aprile, iniziano a dialogare con autorevolezza, comunicativita’ e con uno stile talmente appassionato e da strappare ripetutamente l’applauso. Zoja li lascia decollare e cosi’ vediamo la caduta del muro di Berlino trasformarsi nella metafora  di una generazione priva di una comoda barriera oltre la quale gettare anche le proprie paranoie personali e, paradossalmente, vivere un po’ piu’ sollevati; in poche battute assistiamo alla nascita e allo sviluppo del libero mercato fino alle estreme conseguenze, laddove delle pure operazioni finanziarie fanno divergere esponenzialmente il prezzo di una merce e il suo valore: e’ una analoga “bolla morale” quella che si e’ espansa nella nostra societa’ ormai incapace di ritrovare dei valori che non siano in vendita, e pure a un prezzo esagerato. Riviviamo da testimoni oculari quel “12 settembre 2001″ che Zoja considera la data iniziale di un dramma ancora piu’ grande dell’orrore del giorno precedente, in termini di vite umane, risorse economiche e materiali: un prezzo, nuovamente, esagerato per un paese che ha piu’ di 40 milioni di persone senza accesso all’assistenza sanitaria. Nulla che babbo Marx non avesse previsto nel suo Capitale, ci tengono comunque a precisare. Per una curiosa coincidenza qualche giorno dopo e durante un’altro evento in libreria (L’uguaglianza non e’ piu’ una virtu’ o non e’ piu’ di moda?) l’economista Elena Granaglia con l’aiuto di un inequivocabile grafico ha mostrato che una concentrazione di ricchezza cosi’ alta nelle mani di cosi’ pochi, come oggi accade,  si era raggiunta solo prima della grande depressione del ’29. Questo incontro in libreria tra psichiatria e economia e’ da considerarsi’ un caso oppure la conseguenza di avere il Libro Rosso di Carl Gustav Jung in offerta speciale?