Un titolo temibile l’ultimo libro di Luigi Zoja indubbiamente lo ha, ma l’incontro avvenuto in libreria con l’autore e i suoi entusiasmanti ospiti ha fugato ogni dubbio: “Paranoia” non e’ un saggio per addetti ai lavori ma un manuale di sopravvivenza da portarsi in ufficio, a casa e in vacanza.  E’ lo stesso autore che invita alla consultazione come alternativa alla lettura sequenziale, perche’ il suo scopo e’ piu’ ampio: insegnare a smascherare i comportamenti paranoici (compresi i propri) e cosi’ evitare di farsi partecipi (anche involontari) dell’aspetto piu’ pericoloso delle paranoie, quelle collettive, che determinano spesso la storia. Le guerre e i totalitarismi del passato ne sono gli esempi piu’ noti ma anche il presente irrompe sulla scena (alcuni paragrafi: Paranoia collettiva e forme di governo, Paranoia e nuovo secolo, La responsabilita’ di chi diffonde messaggi paranoici) fino a giungere a delle “Riflessioni non conclusive” che, iniziate a New York il giorno dopo aver vissuto in prima persona l’attacco alle torri gemelle, hanno richiesto un decennio per prendere forma. Questo libro di Luigi Zoja e’ un antidoto che usa il potere taumaturgico della parola per proteggerci dalla contagiosita’ della paranoia.