Il workshop si svolgerà in dieci lezioni di 2 ore ciascuna, durante le quali saranno naturalmente proiettati una serie di materiali. Il giorno del corso sarà il giovedì, dalle 14 alle 16 o dalle 19 alle 21. Gli incontri saranno settimanali e saranno concentrati nell’arco di due mesi e mezzo, a partire dalla metà di gennaio 2013 A supporto del corso saranno fornite delle dispense. La quota di partecipazione è di 180 euro a persona. Il corso sarà attivato solo se si raggiungerà il numero minimo di 10 persone. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 dicembre. Per iscriversi mandate una email con il vostro nome e numero telefonico a infordini@libreriaassaggi.it con oggetto: sperimentazione audiovisiva.
Nell’arco degli ultimi venti anni l’immagine in movimento ha subito delle radicali trasformazioni tanto dal punto di vista del linguaggio quanto della tecnica, pensiamo solo alle conseguenze ontologiche dovute al passaggio dall’analogico al digitale e all’interfaccia cinema/computer. L’area della sperimentazione, che per lungo tempo è stato considerato un settore di nicchia, ha gradualmente acquistato un’importanza sempre maggiore; per esempio un genere come il videoclip musicale ha influenzato sempre più il cinema di fiction; la cosiddetta videoarte (o creazione video) ha abbandonato il puro ambito specialistico dell’arte contemporanea diventando più “popolare”, e così via. Non ci possono infatti essere barriere o distinzioni tra le opere, se non il rigore di una ricerca all’insegna della qualità e dell’innovazione.
Nonostante oggi, nell’era di Youtube, siamo bombardati da milioni di immagini di ogni tipo, per comprendere meglio quella che può essere considerata una storia parallela delle immagini in movimento, che scorre affianco – a volte intrecciandosi – alla storia del cinema ufficiale o di finzione, è necessario contestualizzare opere, autori, movimenti, oltre che utilizzando un linguaggio sempre chiaro ed esplicativo, mostrando soprattutto film e video ancora oggi difficilmente visibili.
L’obiettivo del workshop è quello di analizzare i vari generi – o meglio territori della sperimentazione audiovisiva – tracciandone le linee storiche e tentando di individuare le principali caratteristiche estetiche, attraverso un approccio necessariamente multidisciplinare (cinema, fotografia, arti visive, video, televisione, infografica, web, ecc.).
Queste in sintesi le 5 aree affrontate:
Il cinema sperimentale
Si parte dall’analisi del pre-cinema e della cronofotografia analizzando poi approfonditamente il periodo delle avanguardie storiche dal 1920 al 1930, mettendo in evidenza la modernità di tali ricerche in rapporto alla sperimentazione odierna. Si continua la ricostruzione secondo un ordine cronologico per facilitarne meglio la comprensione e la contestualizzazione rispetto al cinema “ufficiale”. Per questioni di tempo ci si soffermerà maggiormente sull’underground americano e italiano degli anni ’60, arrivando alle ultime tendenze del cinema sperimentale che, in alcuni paesi come Canada, Austria e Francia, continua ad avere un’intensa produzione; tra i generi più diffusi negli ultimi anni, sia analogico che digitale, c’è per esempio il found-footage, un filone specifico del cinema sperimentale che si basa sulla rielaborazione dei materiali di repertorio.
Il cinema d’animazione sperimentale
Strettamente collegata alla prima area è naturalmente il campo dell’animazione sperimentale, che affonda le radici sempre nel periodo delle avanguardie, grazie al cinema astratto tedesco degli anni ’20. Saranno poi illustrati i successivi sviluppi tra America ed Europa (con particolare attenzione ai paesi dell’Est), soffermandosi anche su singole figure: da Lye a McLaren, da Svankmajer a Rybczynski, da Harry Smith ai fratelli Quay. Ampio spazio sarà dato alle tecniche, alle nuove frontiere della computer animation 3-D, affrontando anche il tema cruciale del rapporto tra sperimentazione e mercato (l’esempio della Pixar)
Le arti elettroniche e digitali
Nata a metà degli anni ’60 la cosiddetta “videoarte” o creazione video negli ultimi quarant’anni si è sviluppata in differenti direzioni (documentazione di azioni e performance, narrazione, ecc.), acquistando diverse forme (come per es. l’installazione, l’interattività, l’ipertestualità). Dalle sperimentazioni dei primi anni ’70 fino alle installazioni interattive (per esempio gli ambienti sensibili realizzati da Studio Azzurro), si toccheranno le tappe fondamentali di una pratica creativa sospesa tra arti visive e immagini in movimento. Tra gli autori affrontati si va da Bill Viola a Marina Abramovic, dalla Ahtila a Robert Cahen.
Il videoclip musicale
Nato ufficialmente nel 1981 con MTV, il clip musicale ha in realtà origini molto più antiche. Ma è soprattutto negli ultimi anni, grazie ad autori altamente innovativi, che questo genere è divenuto esteticamente innovativo, condizionando irreversibilmente il nostro immaginario audiovisivo. Autori come Mondino, Cunningham, Gondry, Glazer, Romanek, Sigismondi, Fincher e tantissimi altri, sono la prova che si può sperimentare anche sotto committenza, misurandosi con una forma audiovisiva che ha anche una sua funzione “commerciale”.
Graphic Design e audiovisivo
Un’ulteriore area tematica è rappresentata dall’applicazione del graphic design alle immagini in movimento, spesso relativamente agli elementi “paratestuali”: titoli di testa dei film, loghi, sigle televisive, spot pubblicitari, banner per il web, ecc. L’uso del lettering è ampiamente diffuso nel cinema, fin dall’epoca del muto (le didascalie), ma svolge naturalmente un ruolo fondamentale sia nell’ambito della sperimentazione, sia nel cinema moderno (Godard per esempio) e in altri ambiti.
Bruno Di Marino (Salerno 1966) è uno studioso dell’immagine in movimento, specializzato in particolare in sperimentazione audiovisiva, nuovi media e rapporti tra il cinema e gli altri ambiti artistici (arti visive, design, architettura, fotografia, musica). Nel 1993 ha fondato l’archivio audiovisivo del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, di cui è stato responsabile fino al 2001. Dal 1990 tiene corsi, workshop e conferenze in numerose università e accademie di belle arti in Italia e all’estero. Attualmente è docente di Teoria e metodo dei Mass Media presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Da diversi anni è consulente editoriale della Rarovideo per cui ha curato alcune decine di pubblicazioni in dvd, per la stessa società di distribuzione cura inoltre la collana “Interferenze” che ha al suo attivo dvd con pubblicazioni allegate dedicate ai film di Rybczynski, Warhol, Jarman, Gioli, Viola, Svankmajer, Nespolo e molti altri. Ha diretto alcuni festival specializzati (Metamorfosi, FishEye), curato mostre, realizzato rassegne e retrospettive in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo Animania. 100 anni di esperimenti nel cinema d’animazione (Pesaro 1998), una delle più complete retrospettive dedicate a livello internazionale al cinema d’animazione e Elettroshock – 30 anni di video in Italia (Roma 2001), rassegna sulle varie forme del linguaggio elettronico, riproposta in versione ridotta in Canada, Spagna, Francia, Germania, Cina. Ha pubblicato libri, curato decine di pubblicazioni e scritto numerosi saggi, alcuni dei quali apparsi in Belgio, Cina, Francia, Germania, Giappone, Portogallo, Russia, Ungheria. Ha redatto diverse voci per l’Enciclopedia del Cinema della Treccani e ha scritto una decina di contributi per la Storia del Cinema italiano (Marsilio/Centro Sperimentale di Cinematografia). Scrive su riviste specializzate e quotidiani dal 1986. Dal 1996 collabora alla rivista “Segnocinema” e da molti anni collabora al quotidiano “Il Manifesto”, per il cui supplemento culturale “Alias” è titolare della rubrica “Tube Attack”. Dal 1993 al 2001 ha lavorato presso l’ufficio stampa della Mostra del cinema di Venezia, curando il daily “Biennale News”. Da alcuni anni sta lavorando al Dizionario mondiale dei video musicali. In campo televisivo è stato consulente tra il 1999 e il 2001 del canale tematico RaisatArt e ha realizzato alcuni documentari, tra cui Tecniche miste (produzione Rai, 1999); Latta e cafè – Riccardo Dalisi, Napoli e il teatro della decrescita (produzione Filmauro, 2009, in collaborazione con Antonello Matarazzo). Vive e lavora a Roma.
Libri:
- Sguardo inconscio azione – cinema underground e d’artista a Roma (1965-1975), Lithos, Roma 1999;
- Clip! – 20 anni di musica in video (1981-2001), Castelvecchi, Roma 2001;
- L’ultimo fotogramma. I finali del cinema, Editori Riuniti, Roma, 2001;
- Interferenze dello sguardo. La sperimentazione audiovisiva tra analogico e digitale, Bulzoni, Roma, 2002;
- Pose in movimento – fotografia e cinema, Bollati Boringhieri, Torino 2009.
- Film oggetto design – La messa in scena delle cose, PostmediaBooks, Milano 2011.
Principali curatele:
- Animania. 100 anni di esperimenti nel cinema d’animazione, Il Castoro, Milano 1998;
- Elettroshock – 30 anni di video in Italia, Castelvecchi, Roma 2000;
- Zbigniew Rybczynski – Film & Video, Rarovideo, Roma 2003;
- Studio Azzurro – tracce, sguardi e altri pensieri, Feltrinelli, Milano 2007;
- Nespolo Films & Visions (1967-2010), Rarovideo, Roma 2011.
