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  • Uomini in guerra di: Latzko Andreas

    “Uomini in guerra”, con una nuova traduzione dal tedesco, è un romanzo ormai introvabile da molto tempo. Un atto di denuncia in sei episodi scritto da Andreas Latzko, ufficiale dell’esercito austroungarico proprio durante la Grande Guerra. Forse il primo romanzo di denuncia sugli orrori del conflitto. Pubblicato nel 1917, costò caro a Latzko e divenne presto un successo internazionale tradotto in 19 lingue sebbene le nazioni coinvolte nella guerra facessero di tutto per bloccarne la diffusione e bandirlo.

  • Quattro vite jazz. Cecil Taylor, Ornette Coleman, Herbie Nichols, Jackie Mclean di: Spellman A. B.

    Attraverso i case studies di quattro musicisti geniali ma spesso avversati dai contemporanei perché considerati troppo “difficili” o “sperimentali” – i pianisti Cecil Taylor e Herbie Nichols, i sassofonisti Ornette Coleman e Jackie McLean – Spellman offre un resoconto aspro e disincantato del conflitto tra le esigenze dell’entertainment e quelle dell’integrità artistica, tra le asfissie del mercato discografico e gli orizzonti potenzialmente infiniti della ricerca musicale. Ciò che emerge da queste pagine, nel vivido racconto in prima persona dei protagonisti, è una vicenda di battaglie quotidiane per la sopravvivenza, fra difficoltà economiche, droghe e discriminazioni razziali; ma anche una storia di speranza e solidarietà, di inaspettati riscatti e rari, luminosi successi. Pubblicato originariamente nel 1966 e tradotto oggi per la prima volta in italiano, “Quattro vite jazz” è, come scrive l’autore nella nuova prefazione, “una macchina del tempo, il ritratto di quattro musicisti impegnati nella creazione artistica e in lotta contro fattori violentemente ostili. Quando ci sono lotte così, le belle storie da raccontare non mancano mai. E soprattutto, non invecchiano mai”.

  • L’avvenire di una rivolta di: Kristeva Julia, Albertella M.,

    Gli uomini in rivolta della nuova specie sono gli individui arrabbiati che non hanno perso il senso decisivo e specifico della rivolta. Tutti e tutte sono impegnati in un’esistenza difficile, spesso dolorosa, e portano avanti lotte rischiose. Condividono tuttavia qualche cosa di nuovo, che probabilmente c’è sempre stato, che diventa ormai confessabile, addirittura rivendicato. Scoprono per esperienza che non ci sono risposte alle impasse sociali, storiche, politiche, senza un’esperienza interiore radicale, esigente, singolare, capace di appropriarsi della complessità del prima per decidere dell’adesso e del poi.

  • Luce d’estate ed è subito notte di: Stefansson Jon K.

    “A volte nei posti piccoli la vita diventa più grande”, a volte la lontananza dal rumore del mondo ci apre al richiamo del cuore, dei sensi, dei sogni. È questo intenso sentire a erompere dalla vita di un paesino di quattrocento anime della campagna islandese, dove la luce infinita dell’estate fa venir voglia di scoperchiare le case e la notte eterna dell’inverno accende la magia delle stelle. Un microcosmo che è come una lente di ingrandimento sull’eterna partita tra i desideri umani e le trame del destino, tra i limiti della realtà e le ali dell’immaginazione. Il direttore del Maglificio che per decifrare la frase di un sogno si immerge nel latino e nell’astronomia fino ad abbandonare tutto per i segreti dell’universo, la postina avida di vita che legge ogni lettera per poi rendere pubblici i più piccanti affari privati dei compaesani, l’avvocato che crede che il mondo si regga sul calcolo ma poi scopre che non può contare i pesci nel mare né le sue lacrime. Ogni sentiero dell’animo umano sembra trovare spazio in un caleidoscopio di storie che abbraccia le pulsioni più torbide e i sentimenti più puri, il palpito dell’unica estate vissuta dagli agnelli prima di finire al macello e il brivido di un rudere che risveglia i fantasmi, o il bisogno di mistero che è nell’uomo. Combinando l’incanto della poesia e un umorismo implacabile ma pieno di tenerezza per le debolezze umane, Stefánsson cerca una risposta alla domanda “Perché viviamo?” e la insegue immergendoci nel fiume in piena della vita.

  • Marx

    Il tentativo di staccare le analisi scientifiche di Marx dalla teoria comunista complessiva che le nutre è ricorrente. Era usuale venticinque anni fa, quando fu pubblicato la prima volta questo opuscolo, è tornato in gran voga oggi, quando la crisi globale ha seppellito teorie e dottrine fino a ieri ritenute inossidabili. Innumerevoli economisti – o presunti tali – hanno riscoperto che gli studi di Marx sul fenomeno delle crisi del capitalismo sono a tutt’oggi insuperati, ma per potersene appropriare devono amputare le sue analisi economiche della loro premessa e delle loro conclusioni comuniste. All’ennesima riproposizione di questo vecchio trucco rispondono ancora sempre le parole di Engels sulla tomba dell’amico e compagno di lotta di una vita: Marx è stato un grande scienziato, “ma lo scienziato non era neppure la metà di Marx … Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario”. Di qui la scelta di una rinnovata terza edizione di questa antologia.

  • Chiederò perdono ai sogni di: Chalandon Sorj

    Tyrone Meehan è considerato un informatore degli Inglesi e trascorre gli ultimi giorni a Killybegs in attesa dei sicari dell’IRA. “Chiederò perdono” ai sogni ci racconta la storia di un traditore della sua gente, della comunità cattolica di Belfast, che emerge dalla durezza del conflitto nordirlandese degli anni Settanta e Ottanta. Un romanzo che tocca un argomento ancora scomodo e doloroso per la maggior parte degli Irlandesi. È possibile perdonare? Cancellare, dimenticare?

  • Etica nicomachea di: Aristotele

    Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale basato sull’edizione di Franz Susemihl e Otto Apelt. Traduzione, introduzione e note di Carlo Natali.

  • I paradossi dell’infinito di: Bolzano Bernard, Conte A. (cur,

    Ultima opera di Bernard Bolzano, pubblicata postuma nel 1851 e rimasta a lungo sconosciuta. Il primo vero riconoscimento ufficiale tributato a quest’opera fu quello di Georg Cantor, neI 1883, seguito neI 1913 da Edmund Husserl. Oggi l’importanza di Bolzano è universalmente riconosciuta e in particolare questo libro, dedicato nella sua parte principale ai paradossi dell’infinito nel campo della matematica, introduce concetti che stanno alla base di tutta la moderna teoria degli insiemi. Per la prima volta nella storia della matematica Bolzano introduce qui esplicitamente il concetto di insieme, distinguendolo da quelli di aggregato, moltitudine e somma.