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  • Nel paese delle pulcette di: Alemagna Beatrice

    “Cosa succede quando le piccole pulci che vivono nel materasso in fondo al giardino danno una festa? Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l’interesse di ogni bambino. Scritta e illustrata con una tecnica singolare, grazie alla quale Beatrice Alemagna coniuga il collage con l’impiego di inserti e tessuti. È una storia idele sia per essere letta dai genitori ai bambini più piccoli, sia per giovanissimo lettori.” Età di lettura: da 3 anni.

  • Il testamento dei fiumi di: Moncada Jesus

    Situato alla confluenza dei fiumi Ebro e Segre, Mequinensa, paese un tempo fulcro di un importante bacino minerario e di un vivace traffico fluviale, conosce già il proprio destino: essere inghiottito dalle acque a causa dell’imminente costruzione di una grande diga sul fiume Ebro. Condannata all’inevitabile scomparsa, la memoria del villaggio s’infiamma e un secolo di storia rivive attraverso i ricordi dei suoi abitanti; minatori, marinai, ricchi borghesi, nobili decaduti, personaggi ora stravaganti ora ordinari intrecciano le loro voci per dar vita a un racconto polifonico e rievocare un passato mai dimenticato di lotte sociali e guerra civile, di eroismi e tradimenti, mettendo in luce la fitta trama delle ipocrisie e delle passioni che regolano i rapporti umani. Unanimemente riconosciuto come un classico della letteratura catalana contemporanea, fortemente iscritto nella memoria collettiva e ad oggi tradotto in quindici lingue, “Il testamento dei fiumi” è un magistrale affresco narrativo in cui confluiscono realtà e mito, ironia e tenerezza, nostalgia e impeto letterario.

  • Utopie realizzabili di: Friedman Yona

    Tra i numerosi testi teorici pubblicati da Yona Friedman in campi differenti, dalla sociologia alla fisica “Utopie realizzabili” (scritto nel 1974) si presenta come un’apparente contraddizione in termini. Eppure avverte Friedman, credere in un’utopia ed essere contemporaneamente realisti non è una contraddizione, “un’utopia è, per eccellenza, realizzabile” a condizione di ottenere il necessario consenso collettivo perché un’utopia imposta con la forza non è più tale. Un’utopia generosa e non paternalista non può essere realizzata da una massa, solo i piccoli gruppi possono farlo perché solo al loro interno la comunicazione diretta è efficace: “la comunicazione generalizzata è quindi possibile solo quando i fatti da comunicare sono già noti a tutti in precedenza; non è possibile per propagandare idee nuove”. La critica radicale della comunicazione globale abbozzata ben prima dell’avvento di Internet e la teoria del “gruppo critico”, argomentate con un linguaggio piano e razionale, sono forse i risultati principali di questo studio che oltre alla teoria offre delle regole per la sua applicazione.

  • Giulia D. amava danzare, danzare e danzare di: Sif Birgitta

    E se un giorno sulla nostra strada incontrassimo qualcuno che ci aiutasse a superare le nostre insicurezze? Età di lettura: da 3 anni.

  • Diario di una mamma in pappa di: Manzini Gaia

    Forse siete diventate madri dopo il primo sguardo al test di gravidanza; avete subito capito cosa fare e come riorganizzare la vostra esistenza meglio di wonder woman. Beate voi. Se invece vi siete accorte di essere diventate mamme solo dopo mesi dalla nascita del fagottino; se le pappe per voi sono una formula alchemica e vi è pure venuto il gomito dell’imboccatrice; se ormai il suono della mail è il diversivo più eccitante di tutta la vostra giornata; se ogni tanto rimpiangete l’ufficio; se la prima volta che siete uscite di nuovo la sera, vi siete addormentate con la cannuccia del cuba libre in bocca; se ora in palestra vi sentite delle marziane e per voi trentotto di febbre vuol dire relax; se vi tocca disquisire sui cibi da femmina e i cibi da maschio; se vostro figlio odia le verdure e urla “Mi t’ingollo!” alla bistecca, nonostante le buone maniere che impartite, allora questo diario è per voi. La mamma in pappa: la sua inadeguatezza e instabile emotività, la sua assurda voglia di diventare madre, continuando a essere quella di prima. Un po’ come voi.

  • Un secolo e poco più di: Saraceni Luigi

    «Ho capito che c’è un filo che tiene insieme questo libro, che parte da un padre “rivoluzionario” e arriva a una figlia accusata di terrorismo. Non è, però, un libro intimo. La cavalcata attraverso la storia della famiglia Saraceni è molto, molto altro. È il passaggio lungo la storia della democrazia, la nascita e lo sviluppo dei diritti, il rapporto tra politica e magistratura e tra magistratura e avvocatura. A partire dalle inquietudini e dal ruolo che le diverse epoche storiche hanno assegnato a una funzione, quale quella della giustizia», scrive Giuliano Pisapia, nell’introduzione a “Un secolo e poco più”. Attraverso le storie di tre personaggi della stessa famiglia si articola un secolo, dall’attentato a Umberto I ai nostri anni. Il padre Silvio, un rivoluzionario di inizio Novecento; avvocato umanitario antifascista; fondatore nell’immediato dopoguerra della «Repubblica di Castrovillari», memorabile esempio di democrazia frettolosamente dimenticato. Luigi, magistrato eretico da quegli anni Cinquanta in cui nei palazzi di giustizia si processava quasi esclusivamente la marginalità sociale e i reati contro la proprietà; giudice convinto che «ogni fatto da giudicare è una storia, una microstoria, che a volte, per il protagonista del processo, è la storia della vita»; fondatore di Magistratura democratica; poi deputato di sinistra fuori dal coro e in ultimo avvocato garantista. La figlia, Federica, bambina indimenticabile, adolescente inquieta, ragazza impegnata, giovane che rifiuta il presente ordine sociale, per finire imputata e condannata per un delitto politico atroce commesso dalle BR. Tre vite in cui si trova rappresentata una Storia nazionale in soggettiva, scandita in una parabola simbolica. «Ho sbagliato? In cosa ho sbagliato?». E questo interrogativo finale, che Luigi Saraceni si pone a prima vista solo riguardo alla figlia, aleggia in realtà su tutto il secolo e poco più.

  • Please kill me. Il punk nelle parole dei suoi protagonisti di: Mcneil Legs, Mccain Gillian,

    Un libro che racconta la cultura del punk e il suo mondo fatto di sesso, droga, follia e malessere. Dal trattamento elettroshock di Lou Reed alla morte per overdose e abusi di Sid Vicious e Johnny Thunders, attraverso episodi surreali come le complicate scappatelle di Dee Dee Ramone, il ritratto stralunato e suggestivo della nascita della più rumorosa e violenta cultura alternativa degli ultimi sessant’anni. Un vero viaggio all’inferno attraverso le parole di Legs McNeil, uno dei fondatori della fanzine Punk. La cultura nichilista e la voglia di autodistruzione di un’intera generazione vengono messe a nudo grazie a lungo intreccio di voci diverse intente a raccontare la loro esperienza allucinante, senza omettere dolori ed eventuali drammatici buchi. Un viaggio in prima persona negli abissi e nei paradisi della creatività.

  • Parole, formule, emozioni. Tra matematica e letteratura di: Maroscia Paolo, Toffalori Carl,

    Notava Voltaire come Archimede possedesse almeno tanta immaginazione quanto Omero. E osservava Pirandello che «ogni opera di scienza è scienza e arte, come opera d’arte è arte e scienza». Non esistono dunque classifiche di merito tra matematica e letteratura, tanto meno divergenza o incomunicabilità; al contrario, c’è l’aspirazione comune a capire il mondo e la realtà, sia pure in forme diverse, ma spesso complementari o simmetriche, e a volte addirittura coincidenti. In particolare, anche le formule sono capaci di suscitare emozioni, così come le parole. I capitoli di questo libro, scritti da matematici appassionati di letteratura e letterati aperti verso la matematica, sono altrettanti contributi alla scoperta di questi affascinanti rapporti. Il libro rappresenta la seconda tappa di un ampio percorso esplorativo iniziato dagli autori con la pubblicazione nel 2016, in questa collana, del testo Matematica e letteratura. Analogie e convergenze.