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  • Il gatto lupesco di: Sanguineti Edoardo

    Raccolta di raccolte, il volume è un contenitore di vent’anni di attività, il bilancio della produzione poetica degli ultimi vent’anni di Edoardo Sanguineti. Una produzione che ruota attorno a tre nuclei fondamentali: la scrittura di viaggio, incentrata sulla “cartolina”, la pratica poetica intesa come gioco (un gioco che può essere molto serio), i “travestimenti” (da un lato costituiti dagli omaggi ai poeti del passato, dall’altro dal nuovo uso del sonetto, della canzone, della ballata).

  • Romanzi di: Di Ruscio Luigi, Cortellessa A,

    Luigi Di Ruscio è stato poeta e narratore. Dagli anni cinquanta è stato subito riconosciuto come un talento violento, dissacrante, che si è presto smarcato dall’etichetta sbrigativa di poeta-operaio per costruire una possente, vorticosa avventura letteraria che comincia dentro l’Italia ferita del dopoguerra. Quando Di Ruscio, nel 1957, lascia le Marche per trasferirsi in Norvegia, dove ha lavorato e costruito una famiglia, le sue prose si fanno ancora più intense e febbricitanti. La sua lingua, esiliata, si apre, si scardina, si reinventa. Il ritmo si fa convulso e netto. Non meno di scrittori come Gadda, D’Arrigo, Roversi e Pagliarani, Di Ruscio finisce per dare corpo a opere che, come dice Andrea Cortellessa, “recano su di sé le macchie, gli urti, le ferite della storia: termometri sempre in azione, segnavento che non si fermano mai; e che, così a lungo esposti all’infuriare degli eventi, si rivelano anche accumulatori, giacimenti, immensi archivi viventi d’una storia che continua a passare senza essere mai passata del tutto”. “Palmiro”, “Cristi polverizzati”, “Neve nera” e “Apprendistato”, raccolti per la prima volta insieme in questo volume, ben corrispondono a quelle che l’autore ha chiamato “memorie romanzesche” – una complessa, beffarda immagine dell’Italia degli anni cinquanta, l’unica Italia che lo scrittore ha di fatto conosciuto.

  • Di nuovo soli. Un’etica in cerca di certezze di: Bauman Zygmunt

    Pensare eticamente, dotarsi di una morale condivisa e condivisibile, è ancora possibile? Con il crollo delle vecchie ideologie e con la conseguente perdita di valori e certezze, su cosa si può fondare, oggi, un’etica? In questo breve e appassionante saggio il celebre filosofo polacco offre la sua convincente risposta. Da una parte dimostra quanto sia ormai vano il tentativo di rivitalizzare le vecchie basi dell’etica – famiglia, comunità, tradizione – e quanto inattuabile quello di esacerbare le antinomie tra un’etica prettamente politica e una economica, tra una morale collettiva e una individuale. Dall’altra, azzarda una soluzione. Viviamo in tempi incerti e mutevoli, caratterizzati da una sorta di privatizzazione globale che spinge a coltivare i propri ristretti interessi nel disinteresse di quelli comuni. Per affrontarli, è necessario riscoprire le connessioni profonde tra gli interessi della comunità e quella dei singoli individui, tra la prosperità delle istituzioni che si occupano del bene comune e quella di milioni di esseri umani sempre più soli e spaesati.

  • Micromega (2018)

    È principalmente dedicato allo iato tra giustizia e legalità il numero di MicroMega in edicola dal 22 novembre e intitolato “La legge e la rivolta”. Un tema sempre attuale, di recente tornato prepotentemente alla ribalta nel nostro paese con la vicenda che vede protagonista il sindaco di Riace, Domenico Lucano, che ha messo in luce la palese ingiustizia dell’intricato groviglio di norme sull’accoglienza degli immigrati e sulla gestione delle richieste d’asilo. Il cuore del numero verte intorno al suo caso, raccontato in prima persona dallo stesso Lucano – di cui proponiamo il discorso tenuto a Milano il 30 ottobre scorso – e analizzato nel dettaglio da Annalisi Camilli che ci spiega perché un sistema che funziona, come il cosiddetto “modello Riace”, viene messo in discussione. Muovendo dalla vicenda, Erri De Luca, Ascanio Celestini, Angelo d’Orsi e Ginevra Bompiani parlano invece più nel dettaglio della tensione tra legge e giustizia, spiegando perché, oggi come ieri, è necessario ribellarsi alle leggi ingiuste…

  • D’amore e di lotta. Poesie scelte. Testo inglese a fronte. Ediz. bilingue di: Lorde Audre, Wit. Women In Tra,

    Per la prima volta in traduzione italiana, questa antologia dà spazio alle poesie di amore e di lotta di una poeta, Audre Lorde, che ha saputo intrecciare le storie del proprio vissuto personale con le voci collettive dei movimenti femminista, Lgbt e delle persone di colore. Con il suo potente linguaggio poetico, Lorde ci regala istantanee della realtà filtrate attraverso uno sguardo acuto e mai distaccato. Nei suoi versi erompe il racconto di una donna Nera, lesbica, madre, guerriera, poeta, il cui linguaggio è intriso di ognuna di queste parti e dell’intersezione di tutte. Per questo il canto di Audre Lorde arriva a tutte e tutti noi, abbracciando la realtà da un punto di vista situato e proiettandosi oltre, fino a cambiare il nostro modo di guardare il mondo. Introduzione di Loredana Magazzeni, postfazione di Rita Monticelli.

  • Les damnés de la terre di: Fanon Frantz

    ” La violence qui a présidé à l’arrangement du monde colonial, qui a rythmé inlassablement la destruction des formes sociales indigènes, démoli sans restrictions les systèmes de références de l’économie, les modes d’apparence, d’habillement, sera revendiquée et assumée par le colonisé au moment où, décidant d’être l’histoire en actes, la masse colonisée s’engouffrera dans les villes interdites. Faire sauter le monde colonial est désormais une image d’action très claire, très compréhensible et pouvant être reprise par chacun des individus constituant le peuple colonisé. ” Frantz Fanon. Publié en 1961, à une époque où la violence coloniale se déchaîne avec la guerre d’Algérie, saisi à de nombreuses reprises lors de sa parution aux Editions François Maspero, le livre Les Damnés de la terre, préfacé par Jean-Paul Sartre, a connu un destin exceptionnel. Il a servi — et sert encore aujourd’hui — d’inspiration et de référence à des générations de militants anticolonialistes. Son analyse du traumatisme du colonisé dans le cadre du système colonial et son projet utopique d’un tiers monde révolutionnaire porteur d’un ” homme neuf ” restent un grand classique du tiers-mondisme, l’oeuvre capitale et le testament politique de Frantz Fanon. Dans cette nouvelle édition, la préface de Alice Cherki, psychiatre et psychanalyste, auteur du Portrait de Frantz Fanon (Seuil, 2000), et la postface de Mohammed Harbi, combattant de la première heure pour la libération de son pays et historien de l’Algérie contemporaine, auteur de Une vie debout. Mémoires politiques 1945-1962 (La Découverte, 2001), restituent l’importance contemporaine de la pensée de Frantz Fanon.

  • Caino di: Saramago Jose’

    A vent’anni dal “Vangelo secondo Gesù Cristo”, José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l’Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l’offerta di Caino, provocando così l’assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell’umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po’ mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall’Eden, le avventure con l’insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l’episodio del vitello d’oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell’arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un’allegoria che mette in scena l’assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.

  • L’ultimo dio di: Clementi Emidio

    “Ho capito che le storie che mi piacciono sono quelle che sembrano vere.” E la storia vera è quella dell’autore, Emidio Clementi, che racconta come a metà degli anni Ottanta un giovane della provincia italiana, carico di disperazione prima ancora che arrabbiato, scelga di fuggire nel mondo, deciso a imbrogliare il destino assegnatogli – “un destino di miseria e pulizia” -, alla ricerca di un riscatto di cui lui stesso non distingue i contorni. Ecco allora i mesi trascorsi in Svezia, da clandestino, a distribuire i giornali, stordito da una lingua che non capisce, e quelli vissuti a Londra, nascosto nella stanza di un’amica dell’adolescenza, occupato a guardare le vite degli altri. Su tutto la solitudine, l’impossibilità di accogliere l’amicizia, e l’attesa, soprattutto, che il mondo gli dica chi è. Dopo un primo ritorno e una nuova e obbligata fuga, Emidio (Mimi) arriva a Bologna. Ed è lì che cessa di aspettare di ricevere i segnali dal mondo, mettendosi alla ricerca della propria voce. Ricomincia a suonare il basso e fonda un gruppo musicale, i Massimo Volume. Ma la svolta decisiva si consuma quando un cliente del ristorante greco in cui lavora gli regala un libro, “Il primo dio” di Emanuel Carnevali, avvertendolo: “Qui si racconta di uno come te”. È la scoperta definitiva della parola, della propria parola. Illustrazioni di Andrea Bruno.

  • Susanna e gli orchi di: Ottino Mariella, Conte Silvio,

    Durante la seconda guerra mondiale, i genitori di Susanna vengono deportati in un campo di concentramento nazista, ma riescono a tenere con sé la figlia, nascondendola in un buco scavato all’interno della baracca. Susanna è costretta a passare le giornate da sola, in silenzio, sotto al pavimento, e riesce a superare questa dura prova inventandosi un amico – un principe-topo che la trascina in un mondo immaginario dove si organizza la resistenza contro gli orchi cattivi. Susanna si salva, ma conserva dell’esperienza un ricordo confuso. Solo da adulta, grazie ai racconti della madre, riuscirà a ricostruire il proprio passato. Età di lettura: da 7 anni.