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  • Otello. Testo inglese a fronte di: Shakespeare William; Lombardo

    Nell'”Otello” la parola diventa destino e per questo, al di là dei molti temi di cui la tragedia è ricca (dallo studio della gelosia alla rappresentazione dell’operare del male, dall’analisi della follia alla percezione di quella grande crisi di trasformazione, di quel passaggio dal Medioevo all’età moderna che è alla base dell’arte shakespeariana), essa offre il suo più straordinario contributo nel proporre una nuova, moderna immagine di eroe tragico. Un eroe che cade perché non riesce a leggere il mondo e perciò a conoscerlo. Esso è per lui una sfinge, un enigma, e la parola è mistero e inganno, illusione e simulazione, apparenza che però incide sulla realtà e la distorce, rendendo la conoscenza impossibile e portando alla catastrofe. Il percorso tragico non è più determinato da un fato esterno all’uomo ma dall’incapacità dell’uomo (ormai solo, in un universo senza dei) di decifrare il testo-mondo.

  • Credenza e desiderio. Monadologia e sociologia di: Tarde Gabriel; Prinzi S. (cur.

    Gabriel Tarde (1843-1904) è per Deleuze il campione della “microsociologia”, del sapere necessario per afferrare e comprendere la “differenza”, senza la quale non si dà né ordine né liberazione. In questo modo Deleuze decreta che il pensiero di Tarde va oltre il suo tempo e che non tutto ciò che è morto deve continuare a morire. Da questo punto di vista, la pubblicazione di due importanti scritti di Tarde, “Credenza e desiderio” e “Monadologia e sociologia”, vuole contribuire al ritorno del suo pensiero, alla segnalazione della sua attualità. In “Credenza e desiderio” Tarde individua gli elementi fondanti della soggettività, della vita stessa, nella credenza e nel desiderio. Queste matrici, che sarebbero per lo spirito quello che lo spazio e il tempo sono per la realtà esteriore, sono presenti in ogni organismo della scala vivente e operano in ogni momento della vita. Ogni cellula e ogni attimo sono animati da queste potenze che strutturano la nostra percezione, regolano la nostra affettività, spingono il nostro pensiero. In “Monadologia e sociologia”, testo che riecheggia nelle riflessioni di Deleuze sulla monadologia di Leibniz, Tarde chiama a testimoniare tutte le scienze della sua epoca per ripensare le categorie ontologiche tradizionali, per rifondare la filosofia non più intorno alla nozione di essere, ma intorno a quella di avere: si tratta di non separare più gli elementi e gli insiemi per poi forzatamente sposarli.

  • Il secondo libro dell’inquietudine di: Pessoa Fernando; Francavilla R

    Il “Livro do Desassossego” è costituito soprattutto da una disordinata collezione di frammenti nutriti dalla linfa del desassossego, dell’inquietudine esistenziale, dello spleen, del perturbante. L’opera originale è di fatto uno zibaldone, un diario non mai licenziato dall’autore come opera chiusa e compiuta. Pieno di fascino e misteriosa maestà, il “diario” di Bernardo Soares si è presentato da subito come una fluviale meditazione rotta in un delta enigmatico. Nel 1986, Maria José de Lancastre e Antonio Tabucchi tradussero e curarono per Feltrinelli la prima edizione italiana del “Livro do Desassossego”, proponendo una scelta ragionata di lacerti da poco definitivamente attribuiti a Bernardo Soares, tratti dai due volumi della cosiddetta edizione Prado Coelho, che finalmente dava a conoscere al pubblico, tentando una prima compilazione in forma di libro, lo zibaldone di Bernardo Soares filologicamente ancora in fieri. “Il secondo libro dell’inquietudine”, a cura di Roberto Francavilla, completa il lavoro di Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre e gli rende omaggio (e proprio perciò contiene nel titolo l’arbitrio dell’aggettivo secondo).

  • Il tamburo di latta di: Grass Gunter

    Romanzo epocale, “Il tamburo di latta” compie cinquant’anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all’ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell’osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.

  • Amleto. Testo inglese a fronte di: Shakespeare William; Lombardo

    La vicenda che Shakespeare doveva mettere in scena era, senza mezzi termini, il rapporto di una mente umana con la vita, e il suo problema, allora, era quello di far muovere Amleto, con la sua “prodigiosa consapevolezza” (Henry James), su un terreno adeguato al personaggio e alla sua ricerca. Poiché tutta la vita doveva essere messa in discussione, sottoposta all’analisi, al dubbio di un Amleto che è l’unico moderno, Shakespeare crea una struttura supremamente elastica e comprensiva, capace di abbracciare pianto e riso, ragione e follia, amore e odio; di passare da un universo domestico a un paesaggio sconfinato, da un salone di corte a un campo militare, da una fortezza a un cimitero. Se bene guardiamo l’Amleto, vediamo come ogni esperienza umana vi venga rappresentata. Tutta la vita; e più ancora: la vita vista come immagine di se medesima, come teatro.

  • Il re dell’Avana di: Gutierrez Pedro J.

    Protagonisti di questo romanzo sono un ragazzo e una ragazza, cresciuti sulla strada, che vedono nel sesso l’unica forma di riscatto a una vita di stenti e di emarginazione. Lui è un povero ragazzino senza famiglia che sopravvive grazie a furtarelli e traffici con turisti, per finire molto presto in prigione. Dietro le sbarre impara ogni espediente per tirare avanti, compreso l’assurdo impianto di una pallina d’oro nella punta del pene. Questa trovata dovrebbe garantirgli straordinarie prestazioni sessuali e la fama di “Re dell’Avana”. Una volta uscito di galera è un susseguirsi di avventure erotiche da record, ma con una sola donna vivrà una vera storia d’amore intensa e tragica.