Presentazione: I 199 GIORNI DEL CHE
29 ottobre 2018

Venerdi 9 novembre ore 19:30

presentazione del libro

I 199 GIORNI DEL CHE
diario di un film sulle tracce del rivoluzionario

 di Francesco Rosi

(Rizzoli)

Interverranno:
Maria Procino, curatrice del libro
Claudia Proietti, ANAIC Circolo di Roma
Anton Giulio Mancino, docente di storia del Cinema presso l’Universitò di Macerata
Marina Raffaeli, docente di Archivistica e biblioteconomia presso l’Università La Sapienza di Roma

il viaggio straordinario di un maestro del cinema per raccontare la realtà della rivoluzione permanente.

Il 9 ottobre 1967 a La Higuera, in Bolivia, muore Ernesto “Che” Guevara, dopo 199 giorni di guerriglia per portare la rivoluzione in tutta l’America Latina. È un evento che colpisce il mondo intero: la fine, velata di mistero, di un visionario che ha incarnato il sogno di giustizia del popolo.Il 31 ottobre 1967 Francesco Rosi parte per Cuba. Vuole fare un film sulla morte del Che per raccontare i suoi ultimi giorni. Arriva a La Habana e incontra Fidel Castro. “Fidel è come Fellini con la barba” scrive Rosi nel suo diario. “È bugiardo come lui, e come lui geniale, parlatore irresistibile, canaglia e disarmato allo stesso tempo.” Ottenuta la sua “benedizione”, intraprende un viaggio sulle orme di Guevara, dal Perù alla Bolivia e poi ancora a Cuba. Incontra i protagonisti e i testimoni della guerriglia. Studia con la sua macchina fotografica quei paesaggi resi surreali dal silenzio. Raccoglie documenti e prende nota sui suoi taccuini della miseria, della povertà e della rassegnazione che legge sui volti delle persone. Il suo obiettivo è rappresentare Ernesto “Che” Guevara attraverso le contraddizioni della sua epoca: non solo in America Latina ma nell’intero Terzo Mondo, dal Vietnam all’Africa, in cui la lotta contro le ingiustizie non è stata in grado di provocare la ribellione dei più deboli. Scrive un trattamento il cui protagonista risulti indissolubilmente legato con la Storia. Ma quello che era riuscito a fare in Sicilia, cioè girare un film su Salvatore Giuliano “sotto gli occhi della mafia”, a Cuba diventa impossibile. “Sbagliavo non nei calcoli” ricorda Rosi, “ma nel giudizio: di fronte ai politici la mafia è uno scherzo.” Il film non verrà mai realizzato, restano solo queste pagine che sono la preziosa testimonianza del lavoro attento e meticoloso di un maestro del cinema perché “la vita di un regista sono i suoi film”. Tutti, anche quelli che non sono stati conclusi.

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Francesco Rosi, (1922-2015), regista e sceneggiatore, ha diretto alcuni dei film più belli del cinema italiano tra cui Salvatore Giuliano (1962) Orso d’argento; Le mani sulla città (1963) Leone d’oro; Uomini co […]