• Esterh

Non c’è arte

di: Esterh

ISBN: 9788807018473
Editore: Feltrinelli
Anno di Pubblicazione: 2012
Pagine: 204

16,00€

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Descrizione

In questo romanzo Péter Esterházy ha voluto unire in una nuova costruzione letteraria due costanti della sua vita: l’amore per la madre e la passione per il calcio. Dopo aver dedicato un romanzo al dolore per la morte (fittizia) della madre, “I verbi ausiliari del cuore”, Esterházy la fa resuscitare perché racconti la sua (vera) amicizia o sarebbe meglio dire flirt con il “dio del pallone” Puskás, sfruttando così l’occasione per fare un ritratto degli anni cinquanta ungheresi. Un album di ricordi, veri e romanzati, di aneddoti in cui si rincontrano la rivolta del ’56 e la mitica nazionale ungherese del ’54, due miti, due sconfitte, due rivoluzioni perse, come spesso è successo nella storia dell’Ungheria. Sono la sintassi e la grammatica, lo stile e l’immaginazione dell’autore a unire in un’autobiografia romanzata la figura aristocratica di Lili Esterházy con il mito Ferenc Puskás. È anche un modo per sfogare, attraverso il filtro della madre, la sua immensa passione per il calcio. Il calcio come evasione totale dall’asfissia della dittatura, il calcio come vita parallela per fuggire dalla paura anche se le vicende della nazionale ungherese raccontano come in una dittatura tutti, che ci si chiami Puskás o Pincopallino, provano paura perché è su questa che si basa il minimo consenso per il regime. Ed è proprio attraverso i piccoli aneddoti che l’autore racconta la sopravvivenza, la resistenza del popolo ungherese. Esterházy ci riporta a un modo romantico di intendere il calcio…

“Non c’è arte”